MIKE JOYCE [DRUMS] nacque il 1 giugno 1963. Si interessò di musica sin da piccolo, specie alle percussioni dopo che la madre gli regalò una batteria. Gli Hoax furono il suo primo gruppo, e già all'età di 14 anni sognava di diventare una pop star, ispirato dai venerati Buzzcocks.
Rispose poi all'invito di Marr per provare negli Smiths. Suonò What Difference Does It Make? con una tale adrenalina (essendo in realtà sotto l'effetto di funghi allucinogeni), che venne immediatamente scritturato dal duo.



COLORE PREFERITO: blu.
CIBO PREFERITO: patate bollite, fagioli con sugo di pomodoro, merluzzo cotto.
BEVANDA PREFERITA: vodka, aranciata, succo di mela, Champagne.
DESCRIZIONE DI SE': noncurante.
FILM PREFERITO: The Sporting Life, Ryan's Daughter, The Elephant Man, Dog Day Afternoon.
ATTRICE PREFERITA: Brigitte Bardot.
EROE: Getrude e Elsie Tanner.
BAND PREFERITA: Buzzcocks, The Only Ones, James.
CANTANTI PREFERITI: Ronnie Spector, Smokey Robinson, the Miracles.
PRIMO DISCO ACQUISTATO: Alice Cooper, Elected.
ANIMALI PREFERITI: gatti.
PRIMO AMORE: una ragazza del posto.

[Informazioni risalenti al periodo Smiths.]



 

ATTIVITA' POST-SMITHS di MICHELE BENETELLO. (Il Mucchio Selvaggio - Extra, n. 14, Estate 2004).

A dispetto "degli altri due", verso i quali porre la parola fine all'avventura (a rileggere le cronache del tempo) dovette essere una liberazione non da poco, Rourke e JOYCE – da sempre le cenerentole del gruppo – allo scioglimento degli Smiths dovettero letteralmente inventarsi un mestiere. Sempre sottovalutati, quando invece (ottimi musicisti, puntuali e precisi) parecchia dinamica armonica era interamente da ascriversi alla loro manovalanza, e pure sovente trattati con scarsissima gentilezza dagli ex compagni se è vero che – oltre alle vicissitudini legali che accompagneranno per anni i due desiderosi di rivincite – Rourke fu estromesso la prima volta senza troppi complimenti: un semplice bigliettino appiccicato al finestrino dell'auto nel quale Morrissey annunciava senza troppi giri di parole "sei fuori dal gruppo, buona fortuna". Non furono mai più che onesti comprimari i due, in ombra e offuscati dal pesante carisma dello Stephen Patrick e dal magnifico talento di Johnny Marr. Un peccato, quando invece in un gruppo semplicemente normale avrebbero potuto certamente meritarselo. Fecero comunque fronte comune i due, dopo la liquefazione, dapprima andando ad espiare il magone in un solitario silenzio gravido di funeste attese, osservando da lontano la fulminea carriera della coppia dorata; poi cominciando timidamente a far di conto, scoprendo con orrore che la quota delle loro royalties non era – ahimè – un sacrosanto e democratico 25% del venduto per ciascuno (fermo restando che l'intero gruzzolo della composizione andava agli scrittori), ma un miserrimo 10% che li stava conducendo verso un poco dignitoso sussidio di disoccupazione. Ecco allora che, pur cominciando ad essere richiesti come apprezzati turnisti di lusso, iniziarono anche un'aspra battaglia legale che si trascinerà per due lustri. La carriera di 'quella una volta conosciuta come sezione ritmica degli Smiths' alternerà alti e bassi, con una maggiore presenza di Mike Joyce, da sempre libero da problemi con sostanze illecite, a differenza dell'illustre bassista. Dapprima (entrambi) con Sinead O'Connor per un tour mondiale e negli Adult Net di Brix Smith (allora moglie dell'altro mancuniano di ferro Mark E. Smith) per una veloce comparsata, poi separandosi. Joyce, prima di riuscire addirittura (!) a riunirsi al linguacciuto vocalist – uno mai troppo incline ai perdoni – per un paio di singoli (The Last Of The Famous International Playboys, Interesting Drug) vagherà a corte dei suoi eroi Buzzcocks (un intero tour), Julian Cope, Public Image Limited (una scampagnata per alcune date americane) e Wah!. Le peripezie legali di cui sopra, che vedranno Rourke accontentarsi (il pazzo!) in via extra-giudiziale di 84.000 sterline e Joyce portare caparbiamente davanti al giudice gli ex amici strappando loro ben più consistenti zeri, finiranno per riunire nuovamente i due, dapprima come ospiti di lusso nell'album di Aziz, poi nel progetto Moondog One (gruppo formato assieme a un altro famoso ex, ovvero Paul Bonehead Arthurs degli Oasis). Recentemente Andy ha fatto qualche apparizione sui palchi come bassista per Badly Drawn Boy, mentre le ultimissime li danno in giro come backing band fissa per la nuova speranza del pop d'autore albionico, quel Vinny Peculiar che – lo giuriamo – presto farà parlare di sé. Dovessero venire in Italia, solo allora potremo dire di aver visto mezzo concerto degli Smiths. Ci si deve accontentare. E, no... Non si vocifera la loro presenza nel prossimo reality show televisivo, ma avrete dunque capito chi fossero davvero i ragazzi con la spina nel fianco.




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