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Photo ©
Lawrence Watson.
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NOTE. |
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- Sono
state inserite nelle raccolte anche le canzoni già presenti su
album, per comodità di consultazione;
- Nel
considerare i testi originali da sottoporre a traduzione ci si
attiene, in linea di massima, alla stesura ufficiale, vale a dire
quella riportata nelle copertine degli album o sugli spartiti;
- In
questa sezione si trovano alcune "canzoni sparse", ovvero
quelle presenti come b-sides su singolo o mai pubblicate su album. |
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TUTTI I
TESTI CON TRADUZIONE A FRONTE. |
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Se non avessi scelto una citazione di Boy George
come titolo per il romanzo, probabilmente ne avrei scelto una da un
brano degli Smiths. Il fatto è che, mentre tutti i giovani scrittori
italiani sono cresciuti leggendo Salinger o Raymond Carver, io mi sono
fatto una cultura sui testi di Morrissey. A ognuno i propri maestri.
Non ricordo nessuna lettura paragonabile per folgorazione alla prima
volta che ho letto le liriche di un album degli Smiths: tutte queste
allusioni a un'adolescenza tormentata, agli istinti di un corpo che non
si possono ignorare, ai baci furtivi scambiati sotto un ponte di ferro,
ai principi azzurri che fanno salire in macchina i ragazzini per
trasformarli in uomini... Erano riferimenti talmente sconvolgenti che mi
ero persino convinto di aver tradotto male, che non era possibile che un
cantante scrivesse cose così. Invece era possibile, eccome. Me ne resi
ben conto in seguito, acquistando diligentemente ogni singolo, ogni
album, ogni raccolta che gli Smiths facevano uscire, bevendone il
contenuto come responsi di una privata ma tutt'altro che enigmatica
sibilla.
Io non dovevo neanche chiedere, nelle sue canzoni Morrissey mi dava già
tutte le risposte. "Nature is a language, can't you read?" No, io non
sapevo ancora leggere il linguaggio della natura e dei suoi istinti, e
lui ne era così diventato il mio personale traduttore.
Da Generations Of Love di
Matteo B. Bianchi. |